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Le “migliori” olive ascolane

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olive

Sabato 17 e Domenica 18 presso il cortile esterno del mercato

La nostra ricetta delle olive ascolane

Nonna Maria, classe 1915, venendo da una famiglia che possedeva un frantoio sulle nostre colline, fu sicuramente fra le prime massaie a cimentarsi nella preparazione delle olive ascolane, e di certo da giovane non si sarebbe mai immaginata che un giorno la sua ricetta sarebbe potuta diventare la base di un vero e proprio lavoro per i suoi figli e i suoi nipoti.

L’intuizione folgorò suo figlio Nazzareno detto “Zè lu pullare” che fino agli anni ‘80 si era limitato a gustare “le olive di mamma” a casa nei giorni di riposo dall’attività di commercio di polli arrosto. Avendo avviato nel 1985 la promettente gastronomia nel cuore della città, fra tutte le nuove ricette di cibi cotti propose le olive ascolane che mostrarono da subito quella marcia in più come cibo da asporto.

L’intuizione a dir poco avvenieristica fu il proporle nel cartoccio, trasformandole da grande secondo piatto delle giornate di festa in un sontuoso “street food” da gustarsi passeggiando per la città.

“La prima volta che vendemmo le olive ascolane nel cartoccio fu durante la quintana del 1985” ricorda Zè,”eravamo vestiti da osti medioevali, e ci eravamo messi sotto le logge di Palazzo dell’Arengo (il comune), e fu subito un grande successo”.

Negli anni a seguire Zè fu invitato dagli organizzatori dei mercati rionali ascolani a vendere i cartocci anche nel chiostro di San Francesco ad Ascoli Piceno, luogo che ricorda con grande commozione perché era lo stesso chiostro dove da bambino accompagnava suo padre a vendere le uova.

La ricetta di nonna Maria vantava, e vanta! (E’ la stessa che usiamo oggi!) degli ingredienti di grande pregio, come il parmigiano reggiano DOP stagionato almeno 30 mesi e carne di manzo e maiale di prima scelta.

Il lavoro cresceva e Zè era rimasto innamorato dell’oliva fatta come la faceva sua madre, con l’oliva verde “tenera ascolana”, la varietà autoctona della vallata di Ascoli Piceno, ma se ne trovava sempre di meno. Come convincere i contadini a non spiantarla per sostituirla con varietà più facili da coltivare e più produttive? Ci voleva un sistema per rendere chiaro subito e a tutti quanto la varietà del posto avesse un gusto superbo. Iniza così, con la collaborazione di importanti ascolani, il percorso verso le Olive Ascolane del Piceno DOP.